Una bella mostra-concorso, Ein Kleid für Oetzi, ottimamente allestita in due sedi, il museo di Lana e quello della e Val Senales, era stata organizzata allo scopo di mostrare per la prima volta nel nostro paese una rassegna di arte indossabile in feltro di rilievo internazionale.
Al bando hanno risposto artisti di ogni parte d'Europa.
Due le sedi e i temi sviluppati: una rivisitazione dell'abito 'storico' (un po' poeticamente azzardata, la mummia glaciale non vestiva feltro) era proposta nel museo archeologico della Val Senales. Un bel paesino che si chiama Lana (!!) invece era sede della sezione più importante, quella dedicata allabito in feltro contemporaneo. Curato lallestimento, splendidi i lavori, una vera festa per gli occhi. Accanto alle molte opere più o meno indossabili presenti due lavori dallAccademia di Belle Arti di Bologna: due pezzi monumentali, assolutamente lontani dalle preoccupazioni esecutive che si avvertiva nelle altre opere, osavano linguaggi forse più concettuali ed astratti. Un motivo di ricchezza, in una selezione già superba.
Molti hanno usato la lana nei colori naturali, ma non sono mancate opere coloratissime come quella di Mari Nagy o di Eiline Saari, o interventi di tintura, come si vede nella mantella realizzata da Inge Bauer.
Qualcuno ha usato peli e lane diverse, ad esempio Ria Billmeier che per il suo cappello ha usato peli di cane.
Non tantissime le opere di artisti italiani, ma si sa, il feltro da noi è meno praticato che altrove.
Fra questi oltre agli studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Bologna, Barbara Girardi, Danila Schön, Marina Costantino, Franca Formenti, Eva Basile.