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seminario primo incontro <> secondo incontro L'ultimo fine settimana di giugno: l'appuntamento per chi si appassiona al feltro è oramai obbligatorio. Il luogo è sempre Tesimo, gli organizzatori i coniugi Winkler a cui si sono aggiunti un folto gruppo di feltrai atesini, riuniti in associazione. Immaginavo che ci sarebbero state meno presenze, a metà agosto si è tenuto infatti l'atteso incontro internazionale in Ungheria, eppure eravamo più che mai, e gli spazi usati nelle edizioni precedenti non bastavano per le 80 persone iscritte. Abbiamo percorso il paese in lungo e in largo quindi, fra la sede del simposio, gli alloggi e il ristorante sotto gli occhi dei paesani incuriositi. Oramai il feltro a Tesimo è diventato un'istituzione: il percorso artistico inaugurato nel 2003 è meta di visitatori e scolaresche, un bel cartello della comunità montana indica il luogo in cui si trova, e nuovi lavori eseguiti dai bambini delle scuole dell'area ha arricchito la passeggiata. La mostra si presenta intatta, qualche animaletto ha mangiucchiato gli occhi alla volpe di Rotraud Reinhardt, e il sole ha sbiadito le opere più esposte, ma in generale i lavori dopo un anno di neve pioggia e solleone hanno superato la prova perfettamente. Dato il successo dell'iniziativa si è pensato di arricchirla con nuove opere. Le tre giornate dell'incontro hanno seguito un calendario collaudato: il pomeriggio del venerdì è stato dedicato alle presentazioni, cerimonia dalla durata infinita in cui 80 persone che parlano lingue diverse, (quest'anno vi erano anche tre francesi, che non parlavano ne tedesco ne italiano) devono autopresentarsi, verbalmente! Tanta noia è stata ripagata dall'intera giornata del sabato, dedicata ai seminari pratici a cui in serata è seguita una sfilata dei capi in feltro prodotti dai presenti. Interessanti come e più di sempre i seminari, la vicinanza di spazi ha permesso ai più curiosi di buttar un'occhio fra un seminario e l'altro, in modo da carpire qualche segreto o scambiarsi informazioni pratiche. Per quel che mi riguarda sono stata indaffaratissima nel fare la mia borsa variopinta, seguire Inge Bauer (insegnante divertente, di grande esperienza che ha un approccio molto interessante al feltro) cercare di fare qualche foto e districarmi fra italiano tedesco ed inglese... Alla fine però, quando nel grande prato che circondava gli spazi adibiti ai laboratori, abbiamo steso i lavori, ho potuto apprezzare la versatilità di questo splendido materiale, così sensibile alla 'mano' di chi lo lavora, ricco di colori e di textures. Franz Haller ha portato la sua bergshaf naturale e tinta, Traub gli accessori e le sue lane multicolori. Dopo essersi rinfrescati siamo giunti per la cena allestita in un castello rinascimentale a Prissian, un paese vicino. E' seguita splendida la sfilata dei lavori in feltro, ambientata nel giardino. I frutti di questi tre anni di incontri si sono colti: dall'Alto Adige come dall'Italia e, naturalmente dalla Germania, abiti borse sciarpe di squisita fattura ed invenzione mirabile, indossati da un gruppo di modelle professioniste che con la loro bellezza e portamento hanno concorso alla riuscita della serata. |
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