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Una
donna impara a tessere, a Klikor - Ghana
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Immaginavo
che nessuno mi avrebbe detto di prendere degli appunti e chenon sarebbero
state distribuite fotocopie, come di solito faccio io quando insegno.
Avrei dovuto guardare, guardare a lungo e con attenzione e poi provare,
sotto la guida di un maestro. Non si insegna la tessitura agli adulti,
in Ghana, se non agli yevu, (coloro che a volte sono detti
anche "white man").
In un certo senso ritrovavo in parte quella antica cultura che è
così tipica della mia città: quella degli artigiani, dell'apprendistato
a bottega, del 'rubare con gli occhi'. Tutto l'opposto della didattica
standardizzata, basata su programmi, votazioni, curriculum di studi
alla quale, sono abituata!
Il giorno successivo al nostro arrivo, di buon mattino, sono stata presentata
al mio maestro. Avrà all'incirca la mia età, ha un contegno
serio e riservato, mi vien detto che è un tessitore esperto.
Si chiama Robert Aleavobu, abita in un villaggio vicino ed ha un qualche
rapporto di parentela con il direttore del centro. (Difficile capirci
qualcosa nella selva dei rapporti di parentela, in Africa!)
Eccomi al telaio, le due pietre sono ben visibili, ognuna ben
fissata al proprio ordito. Attorno: sulla destra Robert, di spalle che
avvolge la trama, vari osservatori e, alla mia sinistra, l'inevitabile
pollo.
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In
breve viene stabilito un piano di lavoro: le parti del telaio sono già
pronte, basta montarle nella corte interna al Centro. Si deve acquistare
il filato e ordinare i licci. Dei licci speciali, più lunghi
di quelli usati di solito. Un pettine adatto, a denti più fitti
del normale, mi è verrà prestato.
Guidati da Robert andiamo ad acquistare del cotone, facendo cura che
i colori siano solidi e la qualità buona. Appena tornati il filato
è viene imbozzimato con amido di cassava e messo ad asciugare.
Il giorno dopo abbiamo avvolto il filato sui cannoni, per procedere
all'orditura. Come, ho notato poi, è abitudine in Ghana, inizialmente
mi è stato mostrato come fare. In molti si sono alternati al
lavoro, svelti e sicuri nei tanti gesti che occorrono per dipanare le
matasse e avvolgerene il filo, a due capi. Solo quando l'ho chiesto
sono stata invitata a sedermi sul basso sgabello per azionare l'incannatoio.
Qui svvogo i fili, sorvegliata da Robert. I cannoni mi erano
stati prestati e su ognuno era stato segnato diligentemente il nome
del proprietario. Ancora non ero stata in grado di acquistare il mio
corredo di strumenti, dal momento che il mercato si sarebbe tenuto di
li a due giorni, il mercato, infatti, anima la vita di Agbozume
ogni 4 giorni. |
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Accompagnati
da due collaboratori del Centro abbiamo fatto altri importanti acquisti:
due galline, una certa quantità di mais e di olio di palma, due
bottiglie di acquavite di palma. Serviranno per la cerimonia di iniziazione
attraverso la quale sarò ammessa alla gilda dei tessitori (weaver's
guild) di Klikor. Infatti, da qualche tempo anche le donne sono ammesse,
e in un distretto Klikor lavorano in gran numero.
Finito di avvolgere il filato i cannoni è stato fatto l'ordito:
piantando quattro bastoncini nel terreno della corte antistante il Centro
e andando avanti ed indietro, controllando dieci fili per volta. Una
volta stesi tutti i fili si lega la croce e tutto viene avvolto in una
specie di ciambella, come avevo già visto fare a Luciano. Il
secondo ordito, in viscosa, viene fatto allo stesso modo, l'unica differenza
è che Robert decide di avvolgerlo in modo diverso, con nostro
stupore e ammirazione: prende due bastoncini, li lega a croce e su quelli
fissa i fili, come su un grande rocchetto. La viscosa è troppo
scivolosa per essere legata nel modo consueto. Da brava occidentale,
poco abituata a fidarmi della mia capacità di osservare e di
ricordare, impegno molta della mia energia a fare foto e diapositive.
Ho anche un bel taccuino sul quale, infaticabile, prendo appunti. |
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L'indomani
i fili dell'ordito di fondo sono inseriti nelle maglie dei licci, in
un modo molto diverso da quello a cui ero abituata. I tessitori africani
fissano i licci in tensione su di un arco che tengono fra le gambe,
e stando comodamente seduti su un panchetto inseriscono i fili nelle
maglie. Subuto dopo passano i fili nel pettine.
Dopo aver osservato Mensah Koddo (mio istruttore, quella mattina, in
assenza di Robert) provo a mia volta. Una volta inseriti tutti i fili
nei licci e nel pettine il tutto viene portato verso il telaio. I licci
sono fissati all'apposita carrucola, il pettine legato in alto ad una
barretta trasversale. In breve Mensah mette l'ordito in tensione e tesse
un pezzetto di circa 10 centimetri. Poi prende l'ordito di pelo (figuring
warp) e comincia a calcolare dove inserire i fili. Il lavoro kpevi è
molto ingegnoso, i motivi ottenuti con l'ordito supplementare sono dovuti
al modo in cui si procede nella tessitura. I fili sono posti a fianco
di quelli del fondo e inseriti poi nei denti del pettine, secondo precise
sequenze.
Il tessitore non ha tracciati o grafici: gli basta guardare attentamente
un campione tessuto precedentemente e poi fare qualche calcolo a mente.
L'esperienza è fondamentale, i ragazzi più giovani che
collaborano al Centro non hanno mai tessuto questa tecnica, che sia
una scuola anche per loro? Inserisco i fili nelle maglie, aiutata da
Mensah. Dietro a noi si vede Oscar che prepara gli afoke, i pedali in
noci di cocco con i quali muoverò i licci. |
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