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Il
telaio è pronto, manca la mia iniziazione
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Il
telaio è pronto per iniziare a tessere, manca solo la mia iniziazione.
L'anziano officiante è arrivato: tutti indossiamo abiti rituali,
un drappo legato ai fianchi per gli uomini, uno ai fianchi ed uno stretto
al busto per me, le spalle devono rimanere scoperte.
Si tratta di un rito religioso vero e proprio, nel culto tradizionale.
Il sacerdote invocherà gli antenati, risalendo indietro le genealogie
fino alle divinità che hanno dato la tessitura agli uomini. E
li ringrazieremo perché ci hanno trasmesso quest'arte. Il prete
recita le formule rituali, offre i doni, sacrifica le due galline e
ne offre il sangue all'altare degli antenati.
In ogni attività umana si stabilisce un legame fra i vivi ed
i morti, presso gli Ewe.
Dobbiamo ringraziare coloro che ci hanno preceduti per ciò che
ci hanno trasmesso. Perpetrando l'arte ridiamo vita a chi ci ha preceduti.
Concluso il rito due collabortatori si danno da fare, spennano i polli,
li lavano e li cuociono con la farina di mais. Un'ottima polenta viene
infine offerta ai presenti, che sono molti, come sempre.
Durante la cerimonia, l'anziano prete offre della farina di mais
all'altare degli antenati, mentre recita formule sacre
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Arrivato
finalmente il momento di tessere, si presenta un nuovo problema: proprio
quel giorno ho il mio ciclo mestruale e non so bene come l'avvenimento
sia conciliabile con il lavoro a telaio. Avevo letto che era proprio
la presenza del ciclo a negare alle donne il lavoro a telaio, presso
le popolazioni Ewe ed Ashanti. Nella biblioteca del Centro c'è
un breve saggio sui taboo legati al sangue delle donne, lo leggo e mi
informo presso Dale Massiasta, il direttore, come ci si comporta in
tali casi.
Mi viene mostrato un albero: Luciano dovrà coglierne le foglie
da mettere nell'acqua con la quale fare delle abluzioni purificatrici.
Come sempre, ci sono non meno di dieci persone, nella corte del Centro,
che mi vedono andare e venire dall'angolo del bagno con foglie ed asciugamani.
Indubbiamente la cosa è imbarazzante e quando ci viene proposto
che l'indomani saremmo andati nel villaggio di Avlorto, a visitare dei
tessitori sono sollevata. Continuo comunque ad usare le foglie, è
un rito piacevole, e certamente benefico.Non ho annotato il nome della
pianta, che è molto comune, e spesso viene usata per costruirci
le parti del telaio. Uno dei tessitori che abbiamo incontrato ad
Avlorto. I pali portanti del suo telaio, come spesso accade, hanno
messo radici e adesso offrono frescura e riparo. |
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Procedo
speditamente alla tessitura: il clima è caldo ed umido, ma il
telaio è al riparo, e la posizione è comoda. Dopo la prima
oretta di lavoro mi rendo conto che il gesto è diventato più
fluido: non ho e non avrò mai la velocità del mio maestro,
Robert. Non ho nemmeno la sua eleganza e le mie cimose son un po' disuguali
ma miglioro. Qui di fianco si vede una foto dell'avvio del lavoro,
l'ordito supplementare si trova nel mezzo. Devo fare attenzione
a passare la spola secondo una sequenza di 8 passaggi, a volte mi confondo
e devo tornare indietro, ma accanto a me ho sempre qualcuno che mi osserva
ed è pronto a correggermi. In molti entrano nella corte, osservano,
fanno commenti, danno consigli. Posso dire di avere avuto un maestro,
e decine di assistenti!
Noto un certo interesse, attorno al telaio, specialmente da parte dei
più giovani. Ogni volta che sono stanca e mi alzo qualcuno approfitta
per sedersi al mio posto e tessere un po'. Così il mio pezzo
diviene una specie di opera collettiva.
Avendo notato il grande interesse che i ghanesi hanno per i proverbi
recito la filastrocca "chi va via perde il posto all'osteria
"
Qualcuno si diverte e prova ad imparare qualche parola di italiano.
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Continuo
così, per alcuni giorni, fra chiacchiere e risate, sempre con
qualcuno seduto di fianco. Presto il tessuto è terminato, grazie
anche all'opera dei molti che hanno voluto aiutarmi. Decido che voglio
fare un secondo progetto, più complesso. Per farlo compro un
pettine, il filato avanzato dal primo progetto era talmente tanto da
bastare.
Al telaio, indosso l'abito tradizionale usato per l'iniziazione:
due tessuti legati uno alla vita, l'altro sopra il seno, in modo
da scoprire le spalle. Le donne adulte non mostrano le gambe, presso
gli Ewe. Luciano decide che non tesserà, questa volta. Con diversi
assistenti organizza la collezione del museo, da un nome a tutti i campioni,
ne rintraccia l'autore, crea un data base usando un vecchio computer
portatile.
Contemporaneamente inizia un nuovo progetto: tutti i tessitori di Klikor
sono inviatati a collaborare alla realizzazione di un grande tessuto
enciclopedico, nel quale saranno broccate tutte le figure, tradizionali
o meno, che i tessitori conoscono. Robert viene incaricato del progetto,
acquisterà il filato e avvierà il lavoro. |
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Nel
frattempo, nello stesso luogo si procede all'iniziazione al culto del
dio del tuono di una giovane antropologa californiana. C'è
grande affollamento, vengono fatte divinazioni, e fra canti e formule
rituali , i bambini saltano di qua e di là, eccitatissimi. Da un
lato Robert lavora al progetto enciclopedico, come sempre, concentrato.
Non è facile da organizzare questo progetto: nonostante i tessitori
siano tutti nati nel raggio di pochi kilometri presto si nota che le abitudini
sono diverse: molti assistenti del Centro sono in difficoltà perché
il progetto impostato da Robert prevede un uso massiccio della spatola
e la creazione di liccetti per 'memorizzare' il disegno, Una tecnica laboriosa
alla quale gli altri non sono abituati. Dopo lunghe e faticose discussioni
il lavoro ricomincia, fra canti e risate. I motivi saranno molto diversi,
quelli dei tessitori del vicino villaggio di Avlorto più colorati
e con briglie più slegate, quelle tessute dai tessitori di Klikor
più rigorosi e geometrici. A volte viene preso un vecchio tessuto
o un'immagine da un libro, per fare un motivo nuovo. Il clima è
molto sperimetale ed allegro, alla fine almeno 15 tessitori avranno collaborato
all'opera. |
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